Titolo: Il colore della magia (The colour of magic).
Scrittore: Terry Pratchett.
Genere: fantasy, umorismo.
Editore: Tea.
Anno: 1983.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


In diversi altri post ho parlato della mia passione per il fantasy umoristico (da poco peraltro ho letto un bel titolo di questo genere, il recente Blart di Dominic Barker).

Ebbene, se oggi vi sono degli scrittori che scrivono romanzi fantasy umoristici, buona parte del merito va a Terry Pratchett, che è stato capace, in tempi non sospetti, di renderli popolari.

Non che prima di lui non vi fossero stati esponenti (si pensi per esempio a Lyon Sprague De Camp e al suo Il castello d’acciaio), ma in sostanza è stato lui a rilanciare il genere, creando il suo bellissimo Mondo del Disco, da cui poi sono stati tratti videogiochi e infiniti cloni.

Ebbene, Il colore della magia è il primo romanzo del ciclo del Mondo del Disco, quello cha ha dato il via alla saga, che oggi conta ormai decine di libri (peraltro privi di una cronologia fissa, dal momento che si tratta più di storie ambientate in un certo contesto piuttosto che di episodi di una saga unica).

Il colore della magia si presenta da subito come un romanzo spigliato, ironico e assai gradevole, grazie a un incedere godibile e scanzonato.
Le avventure di Scuotivento e del suo baule, ambientate in Ankh-Morpork e nei suoi dintorni, tra gilde, stregoni e lestofanti, sono decisamente accattivanti, con il mondo che Pratchett si è inventato che costituisce un’irriverente parodia del nostro.

Non a caso, l’impressione è che lo scrittore si sia divertito a scrivere quanto il lettore si diverte a leggere.

Anche se, a onor del vero, la sensazione finale è quella di un ottimo testo cui però manca una certa profondità per costituire un capolavoro vero e proprio.
Il merito di Terry Pratchett e de Il colore della magia nel lanciare un intero genere letterario è comunque cospicuo, per cui nulla da dire.

Fosco Del Nero


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