Titolo: Il ristorante al termine dell'universo (The restaurant at the end of the universe).
Scrittore: Douglas Adams.
Genere: fantascienza, umoristico, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 1980.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Evidentemente questo è periodo di sequel: dopo quelli di Harry Potter, Thomas Covenant l'Incredulo e I love shopping, è il turno del secondo episodio dello strepitoso Guida galattica per gli autostoppisti dello scrittore inglese Douglas Adams.

Per chi non lo sapesse, la Guida galattica per gli autostoppisti è un romanzo del 1979, alla cui voce “genere” occorre scrivere sia fantascienza, perché tale è il contenente, sia satira sociale, perché tale è il contenuto.

Sebbene in Italia il romanzo non sia molto conosciuto (ma è amatissimo da quei pochi che viceversa lo hanno letto), all’estero Douglas Adams è molto famoso, e giustamente, noto soprattutto per il suo umorismo vivace e pungente.

In una precedente recensione affermavo che la vita per i sequel di prodotti di grande qualità è assai difficile, perché il pubblico inevitabilmente si aspetta qualcosa all’altezza.
Ora, essere all’altezza della Guida galattica per gli autostoppisti è un’impresa ardua, e infatti Il ristorante al termine dell’universo gli sta un gradino sotto.

Infatti, pur presentandosi, come il suo fortunato predecessore, brioso e divertente, dà l’impressione di essere più confuso e meno incisivo, fatto che ne limita in parte il potenziale satirico-umoristico.

Il libro è comunque una lettura assai scorrevole e piacevole, con i vari Arthur Dent, Ford Prefect, Zaphod Beeblerox, Trillian McMillan e il robot depresso Marvin protagonisti di numerosi spunti e gag.

In definitiva, in pochi autori ho riscontrato un umorismo al contempo coinvolgente e raffinato quale quello di Douglas Adams, scrittore che consiglio spassionatamente.

Fosco Del Nero


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