Il nome della rosa è il primo romanzo scritto da Umbero Eco... e certamente come libro d'esordio certamente non è male...
Sostanzialmente il genere narrativo è il giallo, anche se definire uno dei più importanti romanzi italiani di sempre un giallo è probabilmente un poco riduttivo. Vi sono tuttavia molti altri elementi, dallo storico al thriller, dal religioso all'esoterico.
Anche se ciò che maggiormente colpisce è certamente la grande cultura che esso letteralmente emana, e non a caso il romanzo propone differenti livelli di lettura, a seconda del tipo di lettore che lo impugna.
Il nome della rosa è ambientato nel Medio Evo (nel 1327) ed è presentato come il manoscritto di un anziano monaco relativo a un'avventura da egli vissuta da novizio al fianco del suo maestro in un monastero benedettino dell'Italia settentrionale.
Il protagonista novizio è Adso da Melk, mentre il suo maestro Guglielmo da Rotterdam.
Ma molti personaggi del libro (alcuni fittizi e altri realmente esistiti), da cui è stato tratto il noto film con protagonisti Sean Connery e Christian Slater, sono memorabili: Malachia, Jorge, Salvatore, Abbone, Bernardo Gui, Remigio, Severino, Berengario, Venanzio, etc.
La trama in breve: il colto e acuto Guglielmo da Rotterdam, noto per la sua abilità investigativa (egli tra l'altro è un ex inquisitore, e certamente ricorda l'Holmes di Conan Doyle, come peraltro suggerisce la stessa provenienza di Gugliemo, citazione del più famoso scritto legato a Sherlock Holmes, Il mastino dei Baskerville; in tal senso, Adso sarebbe la controparte di Watson, e anche qui l'assonanza è evidente), è stato chiamato al monastero suddetto per investigare su una misteriosa morte che lo ha colpito.
Adso lo segue in qualità di suo allievo, e parteciperà a vario titolo alle indagini, che dureranno sette giorni e presenteranno numerosi colpi di scena, legati anche all'imminente concilio francescano che si svolgerà nel monastero.
Il libro, a mio avviso, è semplicemente monumentale: la trama è ricca e coinvolgente, i personaggi come detto ben riusciti, i riferimenti culturali dottissimi e molteplici, e la scrittura dell'autore ottima.
Secondo me è uno dei migliori manoscritti italiani di sempre.
Chiudo con la citazione latina da cui ha origine il titolo del romanzo: "stat rosa pristina nomine, sed nomina nuda tenemus" (la rosa esiste prima e a prescindere dal suo nome, ma noi non ne abbiamo che il nome): all'uomo dunque sfuggirebbe l'essenza delle cose, al contrario di quanto sosteneva Aristotele.
Fosco Del Nero
Titolo: Il nome della rosa.
Scrittore: Umberto Eco.
Genere: giallo, storico, thriller, religioso, esoterico.
Editore: Bompiani.
Anno: 1980.
Voto: 8.5.
Il nome della rosa - Umberto Eco (giallo)
lunedì 7 luglio 2008
Etichette: Autori italiani, Giallo, Religioso, Storico, Thriller
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



















4 commenti:
un gran bel libro, scritto molto bene
Eh sì, un vero classico ormai.
Eco poi ha la grande qualità di saper scrivere per diversi tipi di pubblico: quello più immediato, quello più colto e le infinite sfumature di grigio tra i due estremi.
Fosco Del Nero
Ciao!
Ho iniziato a leggerlo da pochissimo!
Tornerò per dirti se mi è piaciuto ;)
Ciao Andrew!
Ok, ci conto... facci sapere poi come è andata... ;)
Fosco Del Nero
Posta un commento