Titolo: Le cronache di Thomas Covenant l'incredulo - Libro secondo - La guerra dei giganti (The chronicles of Thomas Covenant, the Unbeliever - The Illearth war).
Scrittore: Stephen R. Donaldson.
Genere: fantasy.
Editore: Mondadori.
Anno: 1979.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


La guerra dei giganti è il secondo libro della trilogia di Thomas Covenant, seguito del già recensito La conquista dello scettro.

In realtà, la trilogia iniziale è stata seguita da una seconda trilogia, fatto che testimonia il buon successo dell'opera.

Successo che si deve, sostanzialmente, a un elemento di originalità; se alcuni punti sono da fantasy classico, e quindi non particolarmente originali (la contrapposizione netta tra bene e male; il protagonista sbalzato dal mondo reale a quello fantastico), un altro fattore è risultato determinante per attirare lo sguardo dei lettori: la psicologia del protagonista, Thomas Covenant per l'appunto, uomo pieno di problemi nella vita "reale" (un matrimonio fallito, una comunità sociale che lo evita, ma soprattutto la lebbra!) ma chiamato a fare l'eroe nel mondo fantastico in cui si viene inspiegabilmente a trovare.
Tale contrapposizione tra l'uomo qualunque, e anzi un uomo del tutto codardo, e l'eroe che tutto un popolo si attende che egli sia, sostanzialmente rimane per tutta la durata della trilogia, non risolvendosi mai.

Anzi, gli stessi abitanti della Landa, la terra fantastica in cui egli finisce, lo chiamano l'Incredulo, proprio per il suo dubitare di tutto, e soprattutto di se stesso.

Rispetto al primo volume della saga, La conquista dello scettro, questo La guerra dei giganti opera una profonda rivoluzione narrativa: gran parte degli eventi, infatti, è raccontata non più dal punto di vista di Covenant, ma da quello di un altro uomo, anch'egli proveniente dal nostro tempo, la cui vita s'intreccerà con quella dello stesso Thomas Covenant.

Anche questo secondo romanzo di Donaldson, come il primo, non è particolarmente innovativo (anzi, l'elemento dell'ambivalenza psicologica del protagonista sa di ripetizione), purtuttavia risulta un poco più efficace (forse perchè lo scrittore è stato bravo nel far interessare i suoi lettori alla storia), rimanendo comunque su livelli non più che discreti.

Ma, naturalmente, vale la pena di leggerlo solo se si è letto già il suo predecessore.

Fosco Del Nero


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