Titolo: Lei - La donna eterna (She).
Scrittore: Henry Rider Haggard.
Genere: fantastico, fantasy, storico, drammatico.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1887.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Lei, conosciuto anche come La donna eterna, è un romanzo pubblicato nel 1887 dallo scrittore inglese Henry Rider Haggard, autore di numerosi classici (Le miniere di Re Salomone, Bisanzio, etc) e celebre già da vivente.


Lei, in particolare, fu un grande successo letterario di fine Ottocento, vero best seller ante litteram, che confermò la grande fama di Haggard, scrittore e viaggiatore.

A posteriori, Lei è considerato una sorta di precursore del moderno movimento letterario fantasy, di cui anticipa alcune tematiche.
Più in generale, si è trattato di un periodo molto florido per la letteratura fantastica, che in quell'epoca ha messo a segno alcuni colpi di grande spessore: lo stesso La donna eterna (1887), Il ritratto di Dorian Gray (1891), Dracula (1897), per citarne solo alcuni.

I viaggi di H.R. Haggard furono concentrati soprattutto nel continente africano, e non a caso nella stessa Africa sono ambientati molti dei suoi romanzi, da Allan Quatermain a Lei (seguito a qualche anno di distanza da Il ritorno di Ayesha).

Ecco, in breve, la trama del libro: Holly riceve da un amico una strana eredità: una rendita mensile, un compito... e suo figlio.
Le tre cose sono peraltro connesse: l'uomo, ormai morente, è convinto di essere il discendente di alcuni antichi personaggi (greci), di cui ha ritrovato dei riferimenti su cocci e pergamene e di cui ha seguito la discendenza sino ai suoi tempi.

Ebbene, lui e il figlio sarebbero i discendenti di una donna, Amenarta, e di un uomo, Callicrate, che sarebbero stati perseguitati da una fantomatica regina dai grandi poteri, che peraltro avrebbe ucciso lo stesso Callicrate.
Il loro compito, in quanto eredi, sarebbe quello di vendicare il torto subito.

Ed è esattamente il compito che l'uomo desidera che il figlio si assuma una volta grande, e a tal scopo mette a disposizione di lui e del futuro tutore, Holly per l'appunto, una ingente somma di denaro e i reperti che li condurranno dalla regina in questione.

Holly accetta, più per il bene del pargolo che non per fiducia in quelle che anzi ritiene le parole derilanti di un uomo logorato dalla malattia e prossimo alla morte (che infatti arriverà dopo poche ore).
Holly dunque si assumerà l'impegno di crescere il giovane Leo, quest'ultimo tanto bello e gradito alle donne quanto il primo brutto e misogino.

Non a caso, i soprannomi che i due riceveranno dalla tribù africana cui giungeranno per il desiderio di Leo di continuare la ricerca del padre saranno rispettivamente "il Leone" e "il Babbuino".
Il loro viaggio sarà lungo e denso di imprevisti, e certamente misterioso e appassionante.

Ma, non per niente, si sta parlando di uno dei più importanti libri dell'Ottocento, tutt'oggi considerato un classico.
I personaggi di Ayesha, Holly e Leo sono semplicemente memorabili, come memorabile è la loro avventura in Africa nell'antica Kor.
La capacità narrativa di Henry Rider Haggard è ottima, peraltro impreziosita da numerosi riferimenti colti (lingue, popoli, culture).

Nel testo serpeggia qualche anacronismo culturale, peraltro del tutto comprensibile data la distanza temporale tra chi ha scritto e chi legge, ma la lettura è senza dubbio di ottimo livello.

Fosco Del Nero


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