Titolo: Il canto di Kali (Song of Kali).
Srittore: Dan Simmons.
Genere: thriller, noir, horror, drammatico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1985.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


"Vi sono luoghi troppo malvagi perché sia consentito loro di esistere. Vi sono città troppo maligne per essere tollerate. Calcutta è uno di quei luoghi".

Questo è l'incipit del romanzo di Dan Simmons, autore noto soprattutto per la sua frequentazione del genere fantastico (fantascienza, fantasy, horror).

Il canto di Kali, tuttavia, nonostante sia da molti (da molti che non lo hanno letto, evidentemente :) segnalato come testo fantastico, di fatto è un thriller con connotazioni noir.

Vi è in esso un qualche elemento onirico e allucinatorio, ma sostanzialmente rimaniamo nel noir senza ricorrere a strutture di tipo immaginifico.

La storia è semplice: Bobby Luczak, un giornalista di New York, si reca a Calcutta per intervistare un poeta indiano, Das, che era stato dato per morto e che invece ora pare essere ricomparso.

La ricerca del prezioso intervistato si trasformerà però in qualcos'altro...

La cosa più notevole de Il canto di Kali è l'atmosfera: Calcutta è magistralmente descritta da Simmons come una città fetida, pericolosa e insinuante.

In effetti, durante la lettura del romanzo pare di percepire il sentore maleodorante dei vicoli e degli anfratti della città indiana.

Fuor di trama, Calcutta, con i suoi quartieri segreti, i suoi misteri, le sue religioni e le sue sette, pare rappresentare l'antitesi del mondo occidentale, e per l'appunto Bobby Luczak vivrà tale scontro di identità (occidente-oriente) sulla sua pelle (da notare che, essendo sposato con un'indiana, tale incontro-scontro fa parte della sua stessa vita).

In definitiva, Il canto di Kali di Dan Simmons è un buon libro, che piacerà soprattutto agli amanti del thriller e del noir, specialmente quello più acceso e crudo.

Fosco Del Nero


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