Titolo: Il gioco di Ender (Ender's game).
Scrittore: Orson Scott Card.
Genere: fantascienza, fantastico.
Editore: Editrice Nord.
Anno: 1985.
Voto: 9.
Dove lo trovi: qui.


Il gioco di Ender, semplicemente, è uno dei migliori romanzi che abbia mai letto (e sto contando anche i classici, da Svevo a Pirandello), non a caso vincitore sia del Premio Hugo che del Premio Nebula, riconoscimenti bissati anche l'anno successivo con il seguito Il riscatto di Ender, e nato come ampliamento di un racconto omonimo, vincitore a sua volta del Premio Campbell.

Che dire di un'opera originale e innovativa, scritta bene, piena di spunti di spessore, dall'ambientazione fantastica, appassionante, con un personaggio principale carismatico circondato da personaggi altrettanto interessanti e profondi, che si legge praticamente tutta d'un fiato e che, quando finisce, fa dispiacere per il semplice fatto che è finita?

Che dire di un romanzo considerato già un classico nei paesi anglosassoni, di un romanzo che molte scuole di tutto il mondo hanno adottato come libro di narrativa obbligatorio, che è studiato in molte università come testo di psicologia e che la Scuola dei Marines a Quantico utilizza come testo sulla leadership, di un romanzo che sarà presto film per la Warner Bros (speriamo un film all'altezza, per evitare sprechi tipo quello di Eragon) e che ha addirittura ispirato la canzone di un gruppo rock?

Ebbene, tutto questo è Il gioco di Ender, storia di formazione in cui Ender Wiggin, un bambino prodigio, viene scelto per il suo elevato potenziale e addestrato per essere il comandante della flotta terrestre contro la terza invasione degli Scorpioni, una razza aliena che anni prima aveva attaccato la Terra provocando gravi danni all'umanità, che a fatica è riuscita a respingere l'attacco e a scongiurare la sua estinzione.
La reazione umana è stata quella di prepararsi al futuro, ad una nuova ipotetica invasione degli Scorpioni, addestrando le migliori menti del pianeta, che vengono inserite in una scuola utile ad allenare tattica e comando... scuola nella quale per l'appunto finisce Ender, scelto personalmente dal Colonnello Hyrum Graff, il responsabile della scuola, dopo che i suoi due fratelli, il troppo violento Peter e la troppo tenera Valentine. Proprio con lo scopo di generare un terzo campione che fosse il giusto mezzo tra i due, ai genitori di Ender era stata concessa l'autorizzazione di generare un terzo figlio, in un mondo che in quel periodo aveva il limite di due figli per famiglia.

Il romanzo si compone di più parti: il rapporto con fratello e sorella, l'ingresso nella scuola, il passaggio all'addestramento con le orde e l'ascesa tra di esse (con tanto di partite/scontri, classifica, cambio di formazioni, etc), il gioco/sogno, l'incontro con il mitico Mazer Rackham, il rapporto con la Regina degli Scorpioni.

Detta così pare una trama fantascientifica, e tecnicamente lo è, ma il focus della storia è psicologico e relazionale, posto che l'attenzione si concentra tutta sulle dinamiche interpersonali e mentali del giovanissimo Ender.

Semplicemente, un capolavoro.
E fa sorridere pensare che Orson Scott Card sia un autore quasi sconosciuto in Italia.
Il gioco di Ender, in conclusione, è un libro che val certamente la pena leggere.

Fosco Del Nero


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